• Valeria Laura Gentile

Come attrarre ciò che vogliamo nella nostra vita


C'era una volta una bambina che voleva solo essere amata dal suo papà e lui lo faceva, ma a modo suo. Non nel modo in cui lei si sarebbe aspettata l'amore dal papà. La piccola aveva bisogno che lui si interessasse a lei, che le dedicasse il suo tempo libero, che le facesse complimenti, l'ascoltasse, si ricordasse di prenderla in braccio e quando arrivava il suo compleanno, le comprasse un piccolo regalo.

Nello stesso tempo ma in un altro posto, c'è un bambino, che vuole essere un bravo figlio per la sua mamma. Vuole il suo apprezzamento, il suo rispetto e la sua fiducia, e da qualche parte nella sua coscienza, ha deciso che quando non si sente felice, la colpa è sua poichè avrà compiuto qualcosa di sbagliato.

Questi due ragazzini diventeranno adulti e ognuno di loro andrà alla ricerca di quello che gli è mancato.

Entrambi con la profonda convinzione che in qualcosa hanno sbagliato fin da piccoli visto che non hanno ottenuto quello che desideravano e quello che vogliono fare ora, che sono diventati grandi, è incontrare qualcuno che li farà sentire felici e appagati. Allo stesso tempo, entrambi vivono con la paura che se qualcuno si avvicinerà troppo a loro, potrà scorgere le loro fragilità e mancanze.


A volte ci dimentichiamo di essere le persone più importanti della nostra vita. Imparare a dire “no” quando qualcosa non ci convince non significa essere egoisti. Impariamo a capire quali sono le giuste priorità.

Conosciamo a memoria le esigenze dei nostri familiari. Ci preoccupiamo, ogni giorno, per le necessità del nostro partner, dei nostri genitori, dei figli, perché li amiamo e vogliamo che stiano bene. e noi? le nostre necessità dove sono?


Per le nostre necessità, ci preoccupiamo altrettanto? A volte non è facile e si finisce per pensare:”se stanno bene loro, sto bene anch’io”.

Certo contribuire alla felicità degli altri, alla loro sicurezza facendo fronte ai loro bisogni, è molto importante, ma non dimentichiamo che anche noi meritiamo cure, attenzioni, apprezzamenti, regali, pensieri... etc


Coltivare una nostra identità, avere i nostri spazi, del tempo tutto per noi, avere autostima è altrettanto importante e vale la pena rifletterci un po’ sopra.

Le mie necessità, le tue necessità


La “sindrome di Wendy”, nella psicologia comune, si etichetta a quella persona che si distingue per i seguenti atteggiamenti:

  • Prendersi cura degli altri, continuamente, dando priorità alla coppia o alla famiglia piuttosto che a sé stessa.

  • Prendersi cura degli altri e soddisfare tutte le loro necessità è fonte di gioia per le persone con la “sindrome di Wendy”. È il suo modo di dare amore.

Arriva però, sempre, il momento in cui questo tipo di persona si rende conto di star offrendo tutta sé stessa, spesso senza ricevere nulla in cambio. La sua autostima è fragile, teme di essere abbandonata se smette di essere utile per gli altri.

Durante le sessioni di Coaching mi sono capitate molte persone che vivevano questi tipi di sensazione:

  • la sensazione di “essere chiusi in una trappola“, di essere legati al lavoro, ai doveri di casa, ai doveri verso i figli, verso i genitori o una persona anziana.

  • la sensazione che, ogni giorno, gli altri si aspettino da loro le stesse cose, che si sforzino nello stesso modo, che la loro presenza fisica ed emotiva non cambi mai.

  • la sensazione che gli altri non si rendano conto che il loro tempo libero non esiste più.

  • quando arriva la sera, si lamentano di non aver avuto un solo istante per sè stessi e vanno a letto stanchi e con il pensiero che il giorno dopo li aspettano gli stessi doveri.

Mantenendo questo comportamento per lungo tempo, si corre il rischio di entrare in uno stato di ansia. La mente può essere in grado di programmare ogni giorno questi obblighi, ma non sempre il corpo riesce a tenere lo stesso ritmo.


Il nervoso, la stanchezza, il livello di cortisolo nel sangue cominceranno a logorare la salute fisica di chi vive la vita in quel modo. In quanto all'equilibrio emotivo, si renderanno conto che, a poco a poco, si saranno costruiti una prigione dalla quale non sapranno come uscire.

Ecco qui alcuni piccoli consigli per evitare la sindrome di Wendy.


Quello che meritate è quello di cui avete bisogno


Quando ti concedi ciò che meriti, attrai quello di cui hai veramente bisogno. Riflettete su questa frase ed applicatela ogni giorno.


Darvi ciò che meritate non significa essere egoisti

Una persona che si sente bene con se stessa emana un’energia magnetica. Mettendo se stessa al primo posto, dando se stessa e al suo benessere un'alta priorità, aumenta enormemente il suo valore, e rimanda agli altri un chiaro input di come vuole essere trattata dalle persone che interagiscono con lei.

C’è chi coltiva l’idea sbagliata che, avere un’alta stima di sé e mettere davanti le proprie necessità sia egoista, sta semplicemente ascoltando un pre concetto vecchio che ci è stato insegnato dai tempi lontani, ma che nella società di oggi non vale più.


Meritare di essere felici. Quando la nostra vita è dominata dallo stress e dall’ansia perché consideriamo più importanti i bisogni degli altri, finiamo per ammalarci.

A cosa serve essere a totale disposizione degli altri? A niente. Quando vi concedete quello che pensate di meritare, state agendo in modo limpido.


Dedicate almeno due ore a voi stessi. Usate questo tempo per fare cose che vi rendono felici, che vi permettano di staccare e di stimolare la vostra crescita personale.


Imparate a dire di no. E quando lo fate, quando date voce alle vostre esigenze e alle vostre opinioni, non siete egoisti. Siete sinceri. Se non volete esaudire la richiesta di una vostra amica o di vostra sorella, diteglielo. Se non riuscite a fare ciò che chiede il vostro partner, parlate. La sincerità vi farà sentire più leggeri.

Cambiando le convinzioni su sé stessi, cambierà totalmente l'atmosfera attorno, si inizierà quindi ad attrarre l'amore e le relazioni che si desiderano davvero, i rapporti che soddisferanno i propri desideri.


Godere di ciò che meritate vi rende liberi



Quando si comincia a godere di quello che voi stessi vi concedete, le cose iniziano a cambiare. Per quale motivo? Perché riconoscete voi stessi, innalzate la vostra autostima e vi rendete conto di quanto valete. Di quanto meritate.

Se gli altri ancora non se ne accorgono, dimostrateglielo.



Non siete solo capaci di prendervi cura di loro, di aiutarli e di amarli. Siete anche capaci di amare voi stessi.

Cominciate da oggi a dare più priorità a voi stessi. Cercate momenti di relax, coltivate un interesse, arricchite le vostre relazioni sociali.

Pensate che ruolo importante occupate nella storia della vostra vita. Siete i protagonisti.


La domanda più comune è: come possiamo essere integri e completi per noi stessi? Come possiamo porre fine a questa incessante ricerca di qualcuno che ci completi?

Perchè qualcuno per caso è incompleto? A me non sembra!


In questi tempi moderni ci si sposa per amore(alle volte), si sceglie un partner per la nostra sicurezza emotiva, gli diamo l’etichetta di nostro più grande amante, nostro migliore amico, nostro fidato confidente, nostro pari intellettuale, nostro supporto emotivo. C'è un elenco infinito di esigenze che ci aspettiamo che qualcuno soddisfi. Quindi, quando ci scelgono, crediamo di essere tutto questo per l’altro. Siamo il suo tutto! Siamo noi i prescelti e indispensabili.


Peccato che non funziona proprio così. La nostra attenzione è rivolta al nostro partner per soddisfare i nostri bisogni emotivi e supponiamo che dobbiamo essere noi a soddisfare i loro.

Quando si soddisfano i propri bisogni, quando si guarda davvero a ciò che si è disposti a tollerare in una relazione e ciò che non è più tollerabile, inizia a verificarsi un cambiamento in ciò che accetti e in ciò che credi di meritare.


Quando inizi a chiederti di cosa sei insoddisfatto del tuo partner e come puoi soddisfare quel bisogno in te stesso, gradualmente ti autorizzi a cambiare il tuo modo di vivere la relazione.


Se ti senti trascurato, Ti chiederai, dove ti sta trascurando? Cosa puoi fare per farti trattare con la massima cura? Se partissi dal tuo punto di vista, che è l’unico sul quale hai pieno potere, poichè su quello degli altri nulla possiamo, invece di aspettare che sia il tuo partner che lo faccia, allora inizierai a valutare di cosa hai davvero bisogno e potrai farlo rispondendo alle tue esigenze profonde.


Si tratta di assumersi la piena responsabilità del proprio benessere emotivo. Si chiama "AMA IL TUO IO".

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