• Valeria Laura Gentile

Come comportarsi con adolescenti con forti conflitti

Qual è il modo migliore per affrontare gli adolescenti che hanno un forte conflitto con i loro genitori? Quali tecniche o strumenti puoi mettere in pratica per aiutarli e risolvere questa situazione una volta per tutte?

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Cosa sono esattamente gli adolescenti con forti conflitti? Cosa significa questo termine? C'è qualcosa che i genitori possono fare al riguardo?


Esistono molti tipi di ribellione adolescenziale che ho racchiuso in tre categorie principali: la sfida, la disobbedienza e la rinuncia.


Il primo tipo di ribellione si manifesta intorno all'età prescolare e aumenta gradualmente durante la fase evolutiva. Al contrario, il secondo tipo appare oltre i dieci anni ed è solitamente correlato all'inizio del liceo, alcune variabili ambientali o cambiamenti ormonali aiutano a spiegare l'atteggiamento conflittuale degli adolescenti.

I rinunciatari sono il settore più omogeneo e coeso. Seppure non superano il 20%, hanno un impatto culturale a tutto campo. Sono accomunati da un’ideologia, il "rinuncianesimo", che non ha maestri, ma tanti alleati, anche fra gli adulti. Cominciano il loro apprendistato alla fine delle elementari e raggiungono apici pericolosi dopo i 18 anni, quando fuoriescono in modo deciso da qualunque processo formativo senza nemmeno cercare un lavoro. Alla fine si chiudono in casa.

Li caratterizza all’origine un precocissimo atto di secessione dal mondo degli adulti, dai genitori, dagli insegnanti, dagli allenatori. Nella loro fragile e illusoria autonomia, forgiano già dalle medie inferiori un contropotere che getta i genitori e gli insegnanti in una disperata impotenza. Con coerenza crescente, rinunciano prima a studiare, poi ad allenarsi, e persino ad amare. Si intossicano di canne e/o videogiochi, e vivono di facebook. Investono tutta la loro affettività nei rapporti fra pari, dove diventano o incontrano bulli e narcisi, che producono mille ferite, a volte mortali. Concepiscono la felicità come divertimento immediato o come assenza di impegno, ma si imbattono sempre nella noia.

SCEGLIELGONO LA RINUNCIA COME UN VERO PROGRAMMA DI ALLENAMENTO.

Gli adolescenti rinunciatari rendono la rinuncia un’abitudine che impedisce loro anche di immaginare un progetto di vita per il futuro.

Se ne parla solo come tasso di disoccupazione (e nulla si fa a riguardo), ma non come condizione culturale e coscienziale che nasce ben prima di porsi sul mercato del lavoro. La rinuncia è scelta fondativa di un preadolescente che incontra numerosi fattori facilitanti: un’infanzia super organizzata, un’educazione incapace di fornire ambizioni e allenare talenti, una scuola decadente, un pessimismo diffuso che prelude a un futuro ancora più oscuro. Il loro programma rinunciatario comporta la repressione delle loro potenzialità, l’arretramento delle competenze. La demotivazione a studiare degenera nella demotivazione ad apprendere dalla vita.


La rinuncia è uno dei più infelici programmi di allenamento per un adolescente.

Chi può salvare questi adolescenti da loro stessi? I primi che possono contrastare questa deriva sono i genitori, quelli sufficientemente buoni che hanno a cuore la sorte dei propri figli.


Cosa è importante sapere sugli adolescenti con forti conflitti


Problemi comportamentali


Rispondiamo alle seguenti domande prima di entrare nelle linee guida. Come si comporta un adolescente problematico? Può essere ribelle e manifestarla aggressività, con bugie e mancanza di rispetto.


Tieni presente che gli adolescenti si trovano in una fase complicata a livello emotivo perché, oltre all'alterazione degli ormoni che l'arrivo a questa nuova fase implica, stanno subendo forte crisi di identità.

Pertanto, cerca di essere cauto ed empatico quando interagisci con loro, anche se non è sempre facile. Tuttavia, tieni presente che casi gravi potrebbero richiedere un aiuto professionale.


Come rilevare certi comportamenti


I genitori spesso sono quelli che rilevano per primi un cambiamento nel comportamento dei loro figli. Come ho già scritto, si possono tradurre in rinuncia ,ad esempio nel rifiuto di fare determinate attività o di avere obiettivi che in precedenza li motivavano. Poi, ci sono momenti in cui il conflitto si traduce in una forte opposizione da parte dell'adolescente. È anche abbastanza facile rilevare i cambiamenti semplicemente analizzando il loro comportamento.

Per quanto riguarda un livello di conflitto più elevato, alcuni adolescenti lo causano avendo problemi sia in famiglia che fuori casa, mettendosi nei guai con azioni appositamente anarchiche. Questi atteggiamenti possono essere causati dal fatto che si sentono persi o hanno una grave crisi d'identità. Oppure possono nascondere altri sentimenti come paura, insicurezza, solitudine o tristezza sotto la loro aggressività o ribellione.



Interagire da genitori con adolescenti con forti conflitti


Come dovrebbe interagire un genitore con i figli ribelli?

Dipende dal suo ruolo nella vita del figlio/a. Vale a dire, non è la stessa cosa essere il loro padre, madre, fratello o sorella o il loro Teen Coach, insegnante, psicologo.


Ti scrivo solo piccole linee guide generiche:


  • Trova spazi di comunicazione con loro.

  • Lavora sulla vostra complicità.

  • Scopri cosa gli/le sta succedendo (spesso, la tristezza sta dietro un comportamento aggressivo).

  • Dedicagli del tempo.

  • Negozia.

  • Non giudicarli.

  • Stabilisci dei limiti ma sii flessibile.

  • Utilizzare tecniche di modifica del comportamento (questo è importante per rafforzare i comportamenti appropriati).

  • Rafforza la loro autostima, mostra loro che li apprezzi.

  • Parla con loro con empatia (mettiti nei loro panni).

  • Consulta uno specialista (soprattutto nei casi più gravi).

  • Sii coerente.

  • Dai l'esempio.


Cosa faccio nel percorso di Teen Coaching:

  • Rispetto della loro riservatezza. Tutto ciò che accade o dice durante una confidenza, deve rimanere lì (tranne nei casi in cui l'adolescente è un rischio per se stesso o per gli altri) .

  • Fornisco all'adolescente uno spazio intimo e sicuro dove possa liberamente porre domande ed esprimere dubbi.

  • Fornisco informazioni sulle risorse sanitarie e sui servizi a loro disposizione.

  • Presto attenzione e mostro interesse e rispetto per ciò che dicono al fine di promuovere un'alleanza con loro.

  • Spiego la loro evoluzione e le conquiste, sia a loro che ai loro genitori, promuovendo la responsabilità dell'adolescente nella cura della propria salute.

  • Infine, incoraggio e alleno il lavoro di squadra con la famiglia al fine di garantire un'assistenza multidisciplinare.




Il metodo di orientamento vocazione (Mov) per adolescenti.


Metodo che utilizzo coi ragazzi e che permette di organizzare il processo di costruzione della loro vocazione. Il percorso si svolge grazie al connubio tra conoscenze dei vari campi simbolici, sperimentazione sul campo (attraverso sinergie create con gli istituti scolastici superiori o con professionisti del territorio) e la riflessione attività svolte per rintracciare interessi, passioni o settori da esplorare ulteriormente. L’assunto di partenza è che per costruire la vocazione sia necessario sperimentare e riflettere, questo ci porta a scoprire e formare una parte di sé relativa al significato dell’opera che vorremmo realizzare.

Il Mov parte dal presupposto che tutte le professioni possano essere raggruppate in otto grandi sistemi simbolici accumunati da caratteristiche specifiche che li definiscono. Stabilisce inoltre che ognuno di noi nella vita possa scoprire, attraverso la sperimentazione e la riflessione, quale può essere il campo o i campi che più ci appassionano. Attorno a questa preferenza abbiamo la possibilità di costruire i significati che fondano la nostra vocazione. Luca Stanchieri, direttore della Scuola di Coaching Umanistico, ha ideato il Mov. Gli adulti, genitori, educatori, allenatori, Coach possono svolgere il compito meraviglioso di allenare i più giovani dentro questo percorso di costruzione della vocazione. Proporre esperienze che permettano ai giovani di scoprire con un afflato sentimentale curioso e positivo verso il mondo e i possibili campi vocazionali è uno dei compiti che spettano agli adulti, siano essi genitori o insegnanti. Osservare e conoscere con amorevolezza gli interessi e le propensioni dei giovani è il secondo compito importante che spetta a chi li educa. Ciò significa non racchiudere i giovani dentro “etichette limitanti” o pregiudizi deterministici, ma darsi la possibilità di conoscere un universo che è tutto da scoprire e che evolve nel tempo.



Riflessione finale sugli adolescenti ad alto conflitto


Questo articolo ha fornito solo alcune idee di base su come interagire con adolescenti con forti conflitti o problematiche e pone una prospettiva di empatia e comprensione. Tuttavia, il problema è spesso molto più complesso di quanto si possa immaginare. Il compito di ogni adulto che affianca un figlio o uno studente è quello di ispirare con il proprio esempio di vita. Servono adulti che vivano con impegno una vita orientata alla propria felicità, che svolgano un lavoro che li appassioni o che dimostrino di essere alla ricerca di progetti ricchi di significato. L’esempio che diamo talvolta è più forte delle raccomandazioni che esprimiamo.

Vi consiglio la lettura di questo libro, se avete figli con sindrome rinunciataria, e di rivolgervi prima possibile a uno specialista.


"Rinunciatari, come recuperare gli adolescenti alla deriva", di Luca Stanchieri