• V.L.Gentile

Come porre fine ad un amore nocivo che non ci fa star bene

Aggiornato il: mar 19

Quella persona non fa per noi: le persone coinvolte in amore patologici, cercano in tutti i modi di far funzionare il rapporto. Ma volontà e sacrifici non cambiano il partner che continua ad agire sempre nello stesso modo. Non si assume le sue responsabilità e non fa nulla per migliorare il rapporto.



La capacità di amare è uno dei requisiti per valutare la salute psicologica delle persone. Prima di amare un’altra persona, bisogna prima amare se stessi. Non bisogna cercare quello che ci manca nell’ altro. I rapporti “sani” prevedono che entrambi i partner abbiano raggiunto la maturità psicologica e la capacità di amare. Basta che uno dei due partner abbia problemi psicologici e/o relazionali (non sia in grado di instaurare rapporti positivi con gli altri), che la relazione diventa problematica. Ci sono diverse patologie, come il narcisismo, in cui è compromessa o gravemente compromessa la capacità di avere relazioni affettive soddisfacenti. Spesso sono le relazioni problematiche stesse ad avere il potere di attivare delle difficoltà irrisolte, rimaste silenziose fino a quel momento.

Questi cinque passi aiutano a chiudere una relazione nociva e a riportare la nostra vita sui giusti binari di serenità e ordine.


1.Prendere consapevolezza


Riconoscere la relazione malata è un passo molto difficile, implica la consapevolezza di aver sprecato tempo ed energie ma è inevitabile per trovare una via di fuga. Smettere di giustificare o minimizzare i comportamenti sbagliati o le mancanze di rispetto del partner (es. mi tradisce o mi maltratta, ma ama solo me). Può essere d’aiuto il confronto con amici che hanno relazioni più appaganti.


2.Ricostruire la propria autostima


Autoaffermazione e autorealizzazione di se stessi: imparare a conoscere se stessi ed i propri bisogni per portare avanti e realizzare i propri desideri. Ridurre la propria dipendenza dal partner (economica ed affettiva), investendo in altre aree di soddisfazione: se stessi, amici, lavoro, interessi. Sviluppare un sano egoismo. Metterci al primo posto.




3.Imparare a dire no


Porre dei limiti. Avere il coraggio di dire “no” quando qualcosa non ci piace e non vogliamo farla, senza avere paura di perdere l’amore dell’altro. Avere il coraggio di mostrarci per come siamo, con pregi e difetti, anche quando rischiamo di non piacere agli altri o di perdere la loro approvazione.


4. L’altro non si cambia

Abbandonare l’illusione di cambiare l’altro. Capire che il comportamento del partner non dipende da quello che siamo o da quello che facciamo, ma da sue problematiche.



5. Farsi aiutare


La paura dell’abbandono è una ferita profonda, che ha radici che risalgono alla prima infanzia. Deriva dai modelli di attaccamento con le figure che si sono maggiormente prese cura di noi durante l’infanzia, nella maggior parte dei casi i nostri genitori. Può essere necessario rivolgersi ad un esperto. Una terapia psicologica può aiutarci a capire quali sono i meccanismi psicologici che non ci consentono di chiudere rapporti tossici. amore


P.

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